N° 66 - Dicembre 2009

Caratterizzazione del chimismo delle Acque dei Monti del Matese: risultati di una indagine decennale su Acqua Minerale effervescente naturale “Lete” e acqua oligominerale “Prata”

Autori:
Luca Rastrelli (1), Paola Brancaccio (2), Francesco Maria Limongelli (2), Iride Paolillo (1), Pasquale Nappi (3), Anna Lisa Piccinelli (1), Francesco De Simone (1)

  1. Università degli Studi di Salerno, LICA (Laboratorio di Idrologia e Chimica degli Alimenti)
    Dipartimento di Scienze Farmaceutiche, Via Ponte don Melillo, 84084, Fisciano (SA), Italy
  2. Università degli Studi di Napoli "Federico II", Istituto di Medicina dello Sport
  3. Università degli Studi di Milano, Centro Studi e Ricerche sulle Acque Minerali

INTRODUZIONE
Il contenuto di sali nelle acque naturali dipende essenzialmente, sia sotto l’aspetto qualitativo che quantitativo, dalla composizione chimica e dalle proprietà chimico-fisiche delle formazioni rocciose con le quali l’acqua viene a contatto, nonché dalla durata del contatto stesso. Le sorgenti delle acque minerali “LETE” e “Prata” sono localizzate al piede dell’estremo versante Nord- occidentale del massiccio del Matese, nel Comune di Pratella, provincia di Caserta; nella medesima regione si realizza tutto il ciclo idrogeologico della falda di acqua minerale, dall’area di ricarica ai processi di mineralizzazione ed al deflusso sotterraneo verso i recapiti sorgivi nella bassa valle del Fiume Lete.
I riferimenti topografici sono IGM 25000 Foglio 161 quadrante III-NE, cartografia 1:25000 della Provincia di Caserta Tav. 2 Capriati al Volturno quadrante 161-III. L’assetto stratigrafico e strutturale del Matese è stato da sempre, per la sua complessità, oggetto di numerose dispute scientifiche; la maggior parte di questa dorsale montuosa è compresa nel “Foglio n° 161 Isernia” della carta geologica d’Italia. L’acquifero, che si estende su tutta l’area dell’attuale concessione, si identifica sotto l’aspetto geologico-stratigrafico, ad una formazione descritta come “dolomie e calcari dolomitici…..allo stato cataclastico”.
Nel caso delle acque coltivate nella concessione Lete, nelle aree di ricarica della falda le litologie con cui il flusso idrico viene in contatto e da cui l’acqua acquista la mineralizzazione ionica sono in massima parte formate da rocce carbonatiche (calcari, calcari dolomitici e dolomie) ed in minima parte e solo in superficie da suoli residuali di processi carsici (terre rosse) misti a ceneri vulcaniche (vulcanismo di Roccamonfina). Nel percorso ipogeo le acque pertanto interagiscono praticamente solo con rocce calcaree e subordinatamente calcareo-dolomitiche. I calcari dolomitici hanno come costituente caratteristico la dolomite, un vero e proprio sale doppio di calcio e magnesio [MgCa(CO3)2].
Le acque di etichetta “Lete” oltre al primo processo di mineralizzazione comune a tutte le acque del “ciclo lungo”, vengono, in un secondo tempo, arricchite di CO2 di origine endogena; questa seconda mineralizzazione è quella che caratterizza l’acqua perché, oltre ad apportare quantità rilevanti di gas carbonico, riattiva ed aumenta la capacità dell’acqua di interagire con le rocce con cui viene ancora in contatto. Questa ulteriore naturale fase di evoluzione geochimica può essere definita come un “secondo processo di mineralizzazione”.
Le acque minerali carboniche coltivate nella concessione Lete sono classificate come ”bicarbonato calciche” e per l’alto contenuto in CO2 “effervescenti naturali”; sotto l’aspetto ponderale la CO2 disciolta supera la somma di tutti gli altri elementi che ne caratterizzano la mineralizzazione.
Nell’ambito di uno studio teso alla valorizzazione del patrimonio idrico e termale della Regione Campania ed in linea con lavori precedentemente pubblicati (1, 2), si riportano i dati di un monitoraggio decennale sulla qualità e sicurezza d’uso delle acque Lete e Prata del Parco regionale del Monte Matese, marchi leader nel settore delle acque minerali. Le analisi sono state effettuate presso Il LICA (Laboratorio di Idrologia e Chimica degli Alimenti) dell’Università di Salerno, struttura certificata UNI EN ISO 9001-2000 (Italcert N° 297/08-D) e autorizzata dal Ministero della Salute (Ministeriale del 27.05.99 n°IX 406/A.G.L. 102/1005h) e dalla regione Campania (Prot. N° 764 del 29.02.2000) a svolgere analisi previste dall’attuale DM 29/12/2003 riguardanti le acque minerali e termali. Nella maggior parte dei casi, i metodi di analisi utilizzati derivano da metodi di riferimento (ISTISAN, IRSA-CNR, UNI e altri). I controlli analitici hanno seguito le disposizioni di cui al decreto ministeriale 12/11/1992, n. 542 (3) e successive modifiche, che stabilisce nell’articolo 5 e nell’articolo 6 che vengano effettuati analisi riguardanti tutti i parametri chimico, chimico-fisici, biologici e microbiologici su campioni di acqua minerale al fine di stabilirne purezza e potabilità nonché per valutare eventuali variazioni dei suddetti. Si è fatto inoltre riferimento agli articoli 1 e 2 e all’allegato II del Decreto del Ministero della Salute datato 29 dicembre 2003, pubblicato in Gazzetta ufficiale n. 302 del 31 dicembre 2003 (4), che fissa i valori massimi ammissibili per i parametri chimici delle acque minerali naturali, la natura ed i limiti massimi ammessi per i contaminanti inorganici ed organici e supera in tal senso i regolamenti 542/1992 e 31/05/2001 (5).

RISULTATI E DISCUSSIONE

Parametri caratterizzanti
Le disposizioni legislative relative alle analisi sulle acque minerali naturali hanno origini molto lontane. Il regio decreto 28/09/1919, n. 1924, definiva le acque minerali come acque di sorgente dotate di attività terapeutica o di caratteristiche igieniche particolari e, pur con modifiche non sostanziali, è rimasto in vigore per più di 70 anni, cioè fino a quando è stata data attuazione alla Direttiva comunitaria CEE/80/777. Tale citata Direttiva è stata introdotta, in Italia, con il decreto legislativo 25 gennaio 1992, n. 105 (6); questa, è la prima di tre direttive emanate nel corso degli anni dalla Comunità Europea relative al riavvicinamento delle legislazioni degli Stati membri sull’utilizzazione e la commercializzazione delle acque minerali naturali. I decreti attuativi sono: decreto del Ministero della Sanità 12 novembre 1992 n.542, recante il regolamento sui criteri di valutazione delle caratteristiche delle acque minerali naturali e Decreto 13 gennaio 1993 (7), recante i metodi di analisi per la valutazione delle caratteristiche microbiologiche e di composizione delle acque minerali naturali e modalità per i relativi prelevamenti dei campioni. Nel Decreto Legge n. 105 del 1992 viene completamente trasformato il concetto di acqua minerale naturale; mentre nel passato la legislazione Italiana aveva privilegiato le proprietà terapeutiche anteponendole a quelle igieniche, con le nuove norme si antepone a tutto: la purezza batteriologica, l’origine profonda, la caratterizzazione in minerali e oligoelementi. Per quanto attiene gli elementi caratterizzanti di un’acqua minerale, l’articolo 5 del D.M. 542/92 indica i parametri che devono risultare dalle analisi chimiche e fisico-chimiche, oltre alla temperatura dell’aria al momento del prelievo. Nelle Tabelle 1 e 2 si riportano i dati di uno studio decennale (1998/2008) sulla qualità delle acque Lete e Prata, valutata dall’analisi dei principali parametri caratterizzanti indicati nel suddetto articolo. Le analisi hanno riguardato la determinazione dei principali parametri chimico-fisici (temperatura pH, conducibilità elettrica) e quella di una gran serie di anioni e cationi (Tabelle 1 e 2). Nella maggior parte dei casi, i metodi di analisi utilizzati derivano da metodi di riferimento (ISTISAN, IRSA-CNR, UNI e altri). Nel decennio considerato è stata rilevata una variazione dei parametri che non ha superato il 5%, risultato che dunque evidenza la purezza e l’affidabilità delle acque considerate.

Acqua Lete
L’acqua Lete (Tabella 1) è risultata essere un’acqua carbonica, bicarbonato-calcica. La classificazione di Marotta e Sica (8) definisce carboniche le acque con contenuto minimo di CO2 di 300 mg/L, vengono poi ulteriormente distinte le acque carboniche leggere (300-500 mg/L di CO2 libera), medie (500-1000 mg/L) e forti (> 1000 mg/L). In Acqua Lete l’anidride carbonica libera alla sorgente è presente in quantità tale (1890-2012 mg/L nel decennio considerato) da determinare di per se effetti biologici rilevanti. Solitamente le acque carboniche sono per la maggior parte bicarbonate, in tali acque l’elevato contenuto di CO2 è determinato in prima istanza da variazioni di pH verso l’acidità; sono infatti le acque acide quelle nelle quali i bicarbonati liberano CO2, mentre a pH alcalino (> 8.5) prevalgono i bicarbonati (HCO3-) e lo ione carbonato (CO32-). In acqua Lete a pH medi di 6.1 troviamo HCO3- e CO2. Diversi autori riportano l’azione positiva sull’apparato digerente da parte di acque bicarbonato-carboniche, in particolare si riportano fenomeni di regolazione della secrezione e del tono delle pareti gastriche, attività colagoga, coleretica e tampone (prevalentemente per l’azione dei bicarbonati) (9). Viene ancora riportata in letteratura l’azione vasodilatatrice della CO2 a livello della mucosa gastrica con conseguente maggiore assorbimento dell’acqua e dei minerali in essa contenuti, tale effetto di riflesso può indurre un aumento della diuresi (10). Per quanto riguarda i bicarbonati acqua Lete ha presentato valori nel range di 956.5-998.7 mg/L nel decennio considerato nello studio. Si definiscono bicarbonato-alcaline le acque nelle quali prevalgono, accanto allo ione bicarbonato, il catione sodio e spesso il potassio e bicarbonato-alcalino terrose quelle più ricche in calcio e magnesio. Acqua Lete con contenuti modesti di sodio e (4.88-5.01 mg/L) e potassio (1.93-2.11 mg/L) e con valori significativi di calcio (311.9-334.1 mg/L) e magnesio (13.93-15.14 mg/L) ottenuti dalle analisi chimico-fische effettuate nel decennio 1998-2008 appartiene al gruppo delle bicarbonato-calciche. La bevuta di acque bicarbonate a digiuno eleva il pH gastrico ed inibisce la secrezione per stimolazione riflessa duodenale. Assunte durante i pasti l’effetto è prosecretorio. L’anione HCO3- sembra possedere un’attività protettrice specifica sulla mucosa gastrica nei confronti dell’eccesso di secrezione acida, calcio e magnesio sembrano implicati nella liberazione di gastrina e di altri enterormoni (11). A livello duodenale le acque bicarbonate favoriscono l’azione degli enzimi pancreatici. Numerose ricerche hanno indicato l’attività positiva sulla colecistochinina di calcio e magnesio (12). Un precedente studio ha dimostrato che la somministrazione quotidiana per 10 giorni di Acqua Lete induce una riduzione significativa dei sintomi della dispepsia funzionale (13). Acqua Lete inoltre può essere considerata una sorgente alimentare di calcio (314 mg/L), con azione coadiuvante nella terapia dell'osteoporosi. Diversi studi hanno dimostrato la biodisponibilità del Ca2+ nelle acque minerali ricche di calcio, e tra questi una recente metanalisi contenente dati pubblicati fino al 2005 (14). L'assorbibilità intestinale del calcio contenuto in tutte le acque minerali testate è risultata simile a quella del Calcio contenuto nel latte negli studi condotti in condizioni sperimentali analoghe (15). Per i soggetti affetti da ipertensione arteriosa è consigliabile, oltre all’acqua a bassa concentrazione di sodio (Acqua Lete = 4.9 mg/L), l’utilizzo di acque bicarbonato-calciche. Infatti, un’inadeguata assunzione di calcio è stata correlata a un incremento dell’incidenza d’ipertensione; più precisamente, in soggetti di sesso maschile l’incidenza d’ipertensione aumenta di tre volte quando l’assunzione con la dieta di calcio è inferiore ai 500 mg/die. È stato accertato, altresì, che un'assunzione costante dei livelli raccomandati di calcio contribuisce a ridurre il rischio di malattie cardiovascolari (9).

Acqua Prata
L’acqua Prata (Tabella 2) pur presentando valori di residuo fisso di un acqua oligominerale (410.1-434.1 mg/L) ha tra le principali specie caratterizzanti i bicarbonati (510.0-540.4) ed il calcio (143.9-156.1 mg/L) può essere particolarmente utile nei casi di una inadeguata assunzione di calcio attraverso la dieta. Un adeguato introito di calcio è attualmente considerato importante per costruire e mantenere una adeguata massa ossea a qualunque età, questo può essere raggiunto attraverso un maggior consumo di derivati del latte e di vegetali ricchi di calcio. Altre sorgenti di calcio sono le acque minerali a elevato contenuto calcico che hanno il vantaggio di essere sostanzialmente acaloriche. La biodisponibilità del calcio nelle acque minerali è eccellente, essendo simile a quello del calcio del latte (16). Le acque oligominerali con caratteristiche bicarbonato calciche come l’Acqua Prata possono essere utili nel divezzamento di neonati intolleranti alle proteine del latte vaccino. L’utilizzo di un’acqua bicarbonato-calcica o alcalino terrosa per la ricostituzione dei latti formulati, dopo i dodici mesi di vita, sembra rispondere a criteri di ottima tolleranza e favorire la funzione assimilitava; assicura inoltre un buon introito di calcio e altri elettroliti, fondamentale in età di rapido accrescimento staturo-ponderale. Nel bambino l'acqua rappresenta il 70-80% del peso corporeo. Quindi un adeguato apporto idrominerale è indispensabile per coprire i fabbisogni e soddisfare le esigenze di crescita. Un bambino in fase di crescita ha bisogno inoltre di molti sali minerali che sono contenuti in diversi alimenti, tra cui l'acqua: a questo scopo sono consigliabili acque con residuo fisso compreso tra 250 e 500 mg/L, oppure acque con residuo fisso più elevato con le caratteristiche di un'acqua bicarbonato-calcica e con una equilibrata presenza di mineralizzazione. Anche la prevenzione primaria dell'osteoporosi durante l'infanzia e l'adolescenza richiede un adeguato introito di Ca2+ (17). Dati derivanti da studi eseguiti prevalentemente in ragazze sane tra i 9 ed i 18 anni suggeriscono che la massima ritenzione netta di calcio è raggiunta con introiti di tra i 1200 e i 1500 mg/die. Per le acque bicarbonate oligominerali è riportata un’azione diuretica da ascrivere all’ipotonia oltre che alla presenza di numerosi mineralizzatori (9). La presenza di discrete quantità di magnesio (11.99-13.27 mg/L) rende Acqua Prata utile nella prevenzione dell’urolitiasi per l’attività inibitrice della cristallizzazione di questo ione (18).

Tabella 1 – Dati relativi ai parametri caratterizzanti indicati nell’articolo 5 del D.M. 12/11/1992 n° 542, in Acqua Lete (analisi effettuate presso il LICA di Salerno nel decennio 1998-2008)1.

PARAMETROUNITÀ DI MISURA19981999200020012002200320042005200620072008VALORI LIMITI DM 542
conducibilità elettrica
20°C
μS/cm1321.41240.21290.61338.11256.71267.51280.51297.21301.31276.61336.4-----
Attività ioni idrogenopH6.146.116.246.126.206.036.016.206.126.176.17-----
Residuo fisso a
180°C
mg/l878.4834.9875.7841.1861.0841.9845.3857.2849.1835.0875.1-----
CO2 libera alla sorgentemg/l1890.11910.12010.61976.11930.61935.11930.61899.11924.62012.91988.8-----
Silicemg/l3.813.773.803.543.623.613.703.843.713.733.68-----
Bicarbonatomg/l998.7960.5976.5993.1980.7980.9980.5966.6970.4956.5990.0-----
Clorurimg/l8.248.428.167.977.828.098.148.118.238.468.43-----
Solfatimg/l6.606.426.526.416.846.776.596.536.606.626.84-----
Nitratimg/l4.344.444.334.674.554.574.594.634.714.464.6210-45
Nitritimg/l<0.001<0.001<0.001<0.001<0.001<0.001<0.001<0.001<0.001<0.001<0.0010.02
Sodiomg/l4.914.814.805.014.904.914.904.884.814.824.93-----
Potassiomg/l2.102.082.112.032.012.042.071.932.062.062.05-----
Calciomg/l311.5311.9312.4314.9334.1321.2314.2318.2314.7314.9313.2-----
Magnesiomg/l15.0214.9113.9314.7614.9714.2314.5014.5114.0215.1414.72-----
Ferro discioltomg/l0.020.020.020.020.020.020.020.020.020.020.02-----
Ione ammoniomg/l<0.01<0.01<0.01<0.01<0.01<0.01<0.01<0.01<0.01<0.01<0.01-----
Fosforo totalemg/l<0.01<0.01<0.01<0.01<0.01<0.01<0.01<0.01<0.01<0.01<0.01-----
Stronziomg/l0.150.150.160.150.160.150.150.150.150.140.15-----
Litiomg/l<0.01<0.01<0.01<0.01<0.01<0.01<0.01<0.01<0.01<0.01<0.01-----
1 Media di tre analisi annuali

Tabella 2 – Dati relativi ai parametri caratterizzanti indicati nell’articolo 5 del D.M. 12/11/1992 n° 542, in Acqua Prata (analisi effettuate presso il LICA di Salerno nel decennio 1998-2008)1.

PARAMETROUNITÀ DI MISURA19981999200020012002200320042005200620072008VALORI LIMITI DM 542
conducibilità elettrica
20°C
μS/cm691.4690.1678.1674.6680.4688.4680.1693.3701.1698.2684.2-----
Attività ioni idrogenopH6.716.746.786.806.666.796.786.816.806.786.84-----
Residuo fisso a
180°C
mg/l401.1412.7414.1424.2425.3419.1420.1432.2434.1422.3424.2-----
CO2 libera alla sorgentemg/l45.0345.4444.2143.8744.5845.2345.1146.0546.1045.9444.11-----
Silicemg/l4.014.124.493.904.084.364.513.983.944.384.43-----
Bicarbonatomg/l532.4540.4499.0518.0512.6535.7520.4527.2539.5524.0529.4-----
Clorurimg/l6.136.436.516.456.356.386.356.456.516.106.12-----
Solfatimg/l4.694.764.684.544.564.654.604.714.514.564.54-----
Nitratimg/l3.813.863.673.583.773.903.763.863.703.643.6610-45
Nitritimg/l<0.001<0.001<0.001<0.001<0.001<0.001<0.001<0.001<0.001<0.001<0.0010.02
Sodiomg/l3.573.453.393.353.533.583.503.493.413.453.39-----
Potassiomg/l1.271.181.201.191.201.221.231.271.221.241.27-----
Calciomg/l152.2156.1149.4151.1144.7143.9148.40150.7152.1155.4149.8-----
Magnesiomg/l12.6112.9913.2712.5611.9912.4312.6012.6712.6912.7612.86-----
Ferro discioltomg/l0.010.010.010.010.010.010.010.010.010.010.01-----
Ione ammoniomg/l<0.01<0.01<0.01<0.01<0.01<0.01<0.01<0.01<0.01<0.01<0.01-----
Fosforo totalemg/l<0.01<0.01<0.01<0.01<0.01<0.01<0.01<0.01<0.01<0.01<0.01-----
Stronziomg/l0.180.170.190.200.190.220.210.200.190.210.20-----
Litiomg/l<0.01<0.01<0.01<0.01<0.01<0.01<0.01<0.01<0.01<0.01<0.01-----
1 Media di tre analisi annuali

Contaminanti
I parametri di analisi per la valutazione della composizione e dei requisiti di qualità delle acque minerali e per la verifica dello stato di qualità delle acque minerali naturali nell’ottica della tutela della salute pubblica, sono indicati negli articoli 5 e 6 del D.M. 12 novembre 1992, n. 542, modificato dal decreto ministeriale 31 maggio 2001. Il D.M. 31/05/2001 apporta modifiche ai limiti delle sostanze indesiderabili o contaminanti indicate nell’articolo 6 del citato decreto 542/92. Sono stati diminuiti, infatti, i valori limite per alcuni elementi (arsenico, bario, boro, cadmio, piombo, nitriti) mentre, per i microinquinanti organici, indicati dal punto 2) al punto 7), si dispone un tenore massimo ammissibile pari al limite di rilevabilità del metodo facendo riferimento ai metodi riportati negli “Standard methods for the examination of water and wastewater”, 20a Edizione 2000 (19).
In generale è bene affermare che tutte le leggi e decreti relativi ai controlli, indicano metodi di riferimento che possono essere sostituiti da altri quando sia dimostrata la loro affidabilità.
Il successivo Decreto 29/12/2003 ha ulteriormente modificato i Decreti precedenti ponendo dei limiti ben precisi sia per quanto riguarda i metalli che per i contaminanti organici a condizioni che si raggiungano determinati limiti di rilevabilità utilizzando metodi riconosciuti a livello nazionale o internazionale, in questo modo recependo la recente Direttiva 2003/40/CE del 16 maggio 2003, dove non si stabiliscono metodi ufficiali di analisi per i vari parametri nelle acque minerali, ma viene espressa chiaramente la possibilità di usare differenti metodi, purché vengano garantite prestazioni analitiche sufficienti e conformi a quanto riportato negli allegati del D.M. Il testo specifica semplicemente che i metodi “…devono essere quelli che si avvalgono delle piu' moderne tecniche analitiche e che sono indicati da organismi internazionali o comunitari o nazionali…”. Inoltre si aggiunge che “…i livelli minimi di rendimento riportati saranno riesaminati alla luce di nuove metodologie analitiche e di regola ogni tre anni…”. Sostanzialmente ogni laboratorio cui sia demandato il controllo sanitario delle acque minerali può scegliere il metodo analitico più idoneo, fatto salvo che abbia i requisiti minimi in termini di sensibilità, accuratezza e precisione.
Nelle Tabelle 1-4 si riportano i risultati delle analisi dei contaminanti inorganici in acqua Lete e Prata nel decennio 1998/2008. Le analisi hanno riguardato la determinazione di metalli (Sb, As, Ba, B, Cd, Cr, Pb, Mn, Hg, Ni, Se) e anioni inorganici (NO3-, NO2-, PO43-, F-, CN-), nella maggior parte dei casi, i metodi di analisi utilizzati derivano da metodi di riferimento (ISTISAN, IRSA-CNR, UNI e altri). Tra i metalli che possono essere presenti nelle acque sono di rilevanza tossicologica quelli comunemente noti come metalli pesanti (Cd, Cr, Pb, Hg, Ni) per i quali la contaminazione naturale è piuttosto rara. La loro origine è infatti quasi sempre antropica: scarichi industriali, attività agricole, ecc. I metalli pesanti, data la loro tossicità, hanno una soglia di concentrazione ammessa molto bassa, dell'ordine dei µg/L. Gli effetti tossici dei metalli pesanti sono molteplici e notevoli, a causa della loro persistenza nell’ambiente: gli ioni positivi Cd2+, Hg2+ e Pb2+, ad esempio, riescono a sostituire ioni essenziali in reazioni fisiologicamente importanti come il trasporto dell’ossigeno o reazioni enzimatiche. Gli anioni inorganici nitriti (NO2-) e nitrati (NO3-) possono essere prodotti in natura dallo ione ammonio oppure da fenomeni conseguenti all'impiego dei fertilizzanti azotati in agricoltura. Lo ione nitrato è infatti presente come componente di sali molto solubili impiegati come fertilizzanti e può passare velocemente nelle acque sotterranee per dilavamento del suolo agricolo. Questi anioni sono precursori di sostanze cancerogene. Altri anioni comunemente presenti in acque contaminate sono i fosfati (PO43-) che hanno un’origine quasi sempre antropica, essendo contenuti nei detersivi o nei fertilizzanti.
Fra le sostanze che possono contaminare le acque si trovano numerosi composti organici. Si tratta di sostanze che contengono carbonio e che sono presenti in natura ma che sono anche prodotte dall'attività umana (chimica della plastica, del legno, della carta, del petrolio e derivati, dei solventi e delle vernici). Spesso si tratta di sostanze non degradabili o che impiegano tempi lunghissimi per decomporsi. Per questi composti è stato dunque stabilito un livello soglia di sicurezza al di sotto del quale si presume che non si verifichi l’evento patologico. E’ fondamentale che questi composti organici al momento delle analisi non vengano rilevati. In Tabella 5 sono riportati i dati relativi ai contaminanti organici indicati nell’ articolo 6 del D.M. 12/11/1992 n° 542, in Acqua Lete e Prata negli anni 1998-2003, in Tabella 6, in linea con le variazioni indicate nell’allegato II del D.M. 29/12/2003, sono riportati i dati relativi ai contaminanti organici in Acqua Lete e Prata nel corso degli anni 2004-2008.
Acqua Lete e Prata hanno mostrato un ampio margine di sicurezza d’uso con valori di contaminazione sempre al di sotto dei limiti di rilevabilità dei metodi, evidente segno della purezza e dell’integrità del sottosuolo dei Monti del Matese.

CONCLUSIONI
La qualità delle acque minerali è sempre stata oggetto di sistematico controllo sia da parte delle stesse aziende produttrici (controlli interni) che dai Servizi d'Igiene Pubblica delle Aziende Sanitarie Locali e da Laboratori Universitari Riconosciuti (controlli ufficiali). Lo impone del resto la normativa vigente, il tipo di prodotto e l’enorme espansione dei consumi, che hanno raggiunto in Italia nel 1999 i 9 miliardi di litri (20). Nelle passate decadi, il consumo di acqua minerale in bottiglia è aumentato significativamente (21). Nel 2003, il consumo annuale ha raggiunto i 189 litri pro-capite (22). Pertanto, poiché l'acqua in bottiglia sta iniziando ad assumere un ruolo di primo piano nella dieta degli adulti e dei bambini, i suoi effetti sulla salute ne richiedono una attenta valutazione. In questo studio, effettuato nel decennio 1998/2008, abbiamo analizzato il contenuto dei 23 parametri chimico-fisici caratterizzanti previsti dal D.M. 542/92 di due tra le più comuni acque minerali commercializzate in Italia, Acqua Lete e Prata, in considerazione dell'importanti implicazioni cliniche legate all'introito di questi minerali. Acqua Lete e Prata hanno mostrato di avere caratteristiche chimico-fisiche costanti e peculiari per gli elevati contenuti di calcio e bicarbonati e lo scarso apporto di sodio. L’analisi dei contaminanti organici ed inorganici in linea con le disposizioni legislative hanno mostrato un ampio margine di sicurezza d’uso con valori di contaminazione nel decennio considerato sempre al di sotto dei limiti di rilevabilità dei metodi, evidente segno della purezza e dell’integrità del sottosuolo dei Monti del Matese.

Tabella 3 – Dati relativi ai contaminanti inorganici indicati nell’ articolo 5 del D.M. 12/11/1992 n° 542, in Acqua Lete (analisi effettuate presso il LICA di Salerno nel decennio 1998-2008)1.

PARAMETROUNITÀ DI MISURARISULTATI
1998-2008
METODO2LIMITE DI RILEVABILITÀLIMITE MASSIMO
AMMISSIBILE (DM 2003)
Antimoniomg/l<0.0013060 APAT IRSA-CNR0.001 mg/l0.0050 mg/l
Arsenicomg/l<0.00013080 APAT IRSA-CNR0.0001 mg/l0.010 mg/l calcolato come As totale
Bariomg/l<0.13090 APAT IRSA-CNR0.1 mg/l1.0 mg/l
Boromg/l<0.083110 APAT IRSA-CNR0.080 mg/l5.0 mg/l
Cadmiomg/l<0.0023120 APAT IRSA-CNR0.002 mg/l0.003 mg/l
Cromo totalemg/l<0.0023150 APAT IRSA-CNR0.002 mg/l0.050 mg/l
Ramemg/l<0.013250 APAT IRSA-CNR0.01 mg/l1.0 mg/l
Cianuromg/l<0.0014070 APAT IRSA-CNR0.001 mg/l0.010 mg/l
Fluorurimg/l0.078-0.0854020 APAT IRSA-CNR0.070 mg/l5.0 mg/l (1.5 mg/l per acque destinate all’infanzia)
Piombomg/l<0.00023230 APAT IRSA-CNR0.0002mg/l0.010 mg/l
Manganesemg/l< 0.013190 APAT IRSA-CNR0.01 mg/l0.50 mg/l
Mercuriomg/l<0.00013200 APAT IRSA-CNR0.0001 mg/l0.0010 mg/l
Nichelmg/l<0.00043220 APAT IRSA-CNR0.0004 mg/l0.020 mg/l
Seleniomg/l<0.00023260 APAT IRSA-CNR0.0002mg/l0.010 mg/l
1 Media di due analisi annuali
2 Le caratteristiche di prestazione della metodica analitica sono quelle riportate nell’ Allegato I del D.M. del Ministero della Salute del 29-12-2003.

Tabella 4 – Dati relativi ai contaminanti inorganici indicati nell’ articolo 5 del D.M. 12/11/1992 n° 542, in Acqua Prata (analisi effettuate presso il LICA di Salerno nel decennio 1998-2008)1.

PARAMETROUNITÀ DI MISURARISULTATI
1998-2008
METODO2LIMITE DI RILEVABILITÀLIMITE MASSIMO
AMMISSIBILE (DM 2003)
Antimoniomg/l<0.0013060 APAT IRSA-CNR0.001 mg/l0.0050 mg/l
Arsenicomg/l<0.00013080 APAT IRSA-CNR0.0001 mg/l0.010 mg/l calcolato come As totale
Bariomg/l<0.13090 APAT IRSA-CNR0.1 mg/l1.0 mg/l
Boromg/l<0.083110 APAT IRSA-CNR0.080 mg/l5.0 mg/l
Cadmiomg/l<0.0023120 APAT IRSA-CNR0.002 mg/l0.003 mg/l
Cromo totalemg/l<0.0023150 APAT IRSA-CNR0.002 mg/l0.050 mg/l
Ramemg/l<0.013250 APAT IRSA-CNR0.01 mg/l1.0 mg/l
Cianuromg/l<0.0014070 APAT IRSA-CNR0.001 mg/l0.010 mg/l
Fluorurimg/l0.074020 APAT IRSA-CNR0.070 mg/l5.0 mg/l (1.5 mg/l per acque destinate all’infanzia)
Piombomg/l<0.00023230 APAT IRSA-CNR0.0002 mg/l0.010 mg/l
Manganesemg/l< 0.013190 APAT IRSA-CNR0.01 mg/l0.50 mg/l
Mercuriomg/l<0.00013200 APAT IRSA-CNR0.0001 mg/l0.0010 mg/l
Nichelmg/l<0.00043220 APAT IRSA-CNR0.0004 mg/l0.020 mg/l
Seleniomg/l<0.00023260 APAT IRSA-CNR0.0002 mg/l0.010 mg/l
1 Media di due analisi annuali
2 Le caratteristiche di prestazione della metodica analitica sono quelle riportate nell’ Allegato I del D.M. del Ministero della Salute del 29-12-2003.

Tabella 5 – Dati relativi ai contaminanti organici indicati nell’ articolo 6 del D.M. 12/11/1992 n° 542, in Acqua Lete e Prata (analisi effettuate presso il LICA Salerno anni 1998-2003)1.

PARAMETROUNITÀ DI MISURA1998-20032LIMITE DI RILEVABILITÀ (LR)VALORI LIMITI DM 542
Fenoliμg/l< 0.50.5-5.0Assenti al limite di rilevabilità del metodo
Agenti tensioattivi (MBAS anionici)μg/l<0.0250.025Assenti al limite di rilevabilità del metodo
Oli minerali - disciolti o emulsionatiμg/l<0.50.5-10Assenti al limite di rilevabilità del metodo
Idrocrburi policiclici aromaticiμg/l<0.00010.0001-0.02Assenti al limite di rilevabilità del metodo
Pesticidi e bifenili policloruratiμg/l<0.0010.001-0.05Assenti al limite di rilevabilità del metodo
Composti organo-alogenatiμg/l<0.050.05-0.20Assenti al limite di rilevabilità del metodo
1 Media di due analisi annuali
2 I Risultati sono riportati in unica colonna essendo i dati sempre al di sotto dei limiti di rilevabilità dei metodi.

Tabella 6 – Dati relativi ai contaminanti organici indicati nell’allegato II del D.M. 29/12/2003, in Acqua Lete e Prata (analisi effettuate presso il LICA Salerno nel corso degli anni 2003-2008)1.

PARAMETROUNITÀ DI MISURARISULTATI
2003-20082
METODO3LIMITE DI RILEVABILITÀ DM 2003LMRR4
1Agenti tensioattiviμg/l<55170 APAT IRSA-CNR Tensioattivi anionici 5180 APAT IRSA-CNR Tensioattivi non anionici 550 (come LAS)
2Oli minerali-idrocarburi disciolti o emulsionatiμg/l<0.05ISO 9377-2 (2000)0.0510
3Benzeneμg/l<0.15140 APAT IRSA-CNR0.10.5
Idrocarburi policiclici aromaticiμg/l<0.0025080 APAT IRSA-CNR0.002 
Benzo (a) pireneμg/l<0.0025080 APAT IRSA-CNR0.0020.003
Benzo (b) fluoranteneμg/l<0.0025080 APAT IRSA-CNR0.0020.006
4Benzo (k) fluoranteneμg/l<0.0025080 APAT IRSA-CNR0.0020.006
Benzo (ghi) perileneμg/l<0.0025080 APAT IRSA-CNR0.0020.006
Dibenzo (a, h) antraceneμg/l<0.0025080 APAT IRSA-CNR0.0020.006
Indeno (1, 2, 3 – cd) pireneμg/l<0.0025080 APAT IRSA-CNR0.0020.006
Altriμg/l<0.0025080 APAT IRSA-CNR0.0020.006
5Antiparassitari* (singolo composto) (insetticidi, erbicidi, fungicidi, nematocidi, acaricidi, alghicidi, rodenticidi, prodotti connessi e i pertinenti metaboliti, prodotti di degradazione e di reazione) μg/l<0.0055060 APAT IRSA-CNR0.0050.05
aldrin, dieldrin, eptacloro, eptacloro epossido (singoli composti)μg/l<0.0015090 APAT IRSA-CNR0.0010.01
6Policlorobifenili (per singolo congenere) μg/l<0.0015110 APAT IRSA-CNR0.0010.05
7Composti organo-alogenati che non rientrano nelle voci 5 e 6 (singolo composto): cloroformio, clorodibromometano, diclorobromometano, bromoformio μg/l<0.055150 APAT IRSA-CNR0.050.5
Tricloroetilene, Tetracloroetilene, 1-2 dicloroetano, Altri μg/l<0.055150 APAT IRSA-CNR0.050.1
1 Media di due analisi annuali
2 I Risultati sono riportati in unica colonna essendo i dati sempre al di sotto dei limiti di rilevabilità dei metodi.
3 Le caratteristiche di prestazione della metodica analitica sono quelle riportate nell’ Allegato I del D.M. del Ministero della Salute del 29-12-2003.
4 Limiti minimi di rendimento richiesti ai metodi analitici.